R2020: “L’informazione scientifica alla base dei tamponi Covid”

Proponiamo integralmente l’articolo del sito r2020.info

Pubblicato su r2020.info il 7 Dicembre 2020 da David
Leggilo all’URL originale: https://r2020.info/2020/12/07/linformazione-scientifica-alla-base-dei-tamponi-covid/

I Tamponi sono senza alcuna valutazione né validazione riconosciuta.

  • Dal Documento della Commissione Europea del 16 aprile risulta che nessuno dei 78 modelli di test tampone in circolazione a quella data sono stati valutati o sottoposti a qualsivoglia organismo di valutazione riconosciuto, e che nessun tampone mette a disposizione un’adeguata scheda tecnica, inclusa la specifica delle sequenze geniche utilizzate.
  • I tamponi in uso sono in circolazione grazie ad un’ anomalia normativa tra la direttiva 98/79/CE[1], prevista per alcuni dispositivi diagnostici in vitro, la quale limitava la lista dei virus solo a quelli conosciuti (HIV 1 e 2, HTLV I e II e dell’epatite B, C e D)ma che avrebbe dovuto applicarsi anche ai nuovi emergenti e il REGOLAMENTO (UE) 2017/746[2] DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2017 relativa alla stessa materia e che abroga la direttiva del ’98 ma che non entrerà in vigore se non il 26 Maggio del 2022.

E’ Grazie a questo vuoto legislativo che i tamponi Covid-19 sono utilizzati e se fossimo nel 2022 sarebbero del tutto illegali.

 

I falsi positivi: metodo “RT-PCR” insufficiente per la diagnosi di infezione

  • La PCR moltiplica anche i frammenti inattivi e residuali dell’RNA di un virus e non permette di distinguere tra un individuo con un’infezione in corso e uno che ne è guarito e conserva ancora tracce della precedente infezione, privo di sintomi, senza alcuna possibilità di contagio. Questo pericolo vale anche se il virus è stato sequenziato correttamente, in maniera tale da distinguerlo da altri. Quindi l’eventuale positività non ha alcuna rilevanza medica tantomeno diagnostica [3].
  • Un altro recente esempio di inattendibilità è un apparecchio messo in commercio in Italia dalla Menarini[4] e distribuito all’inizio di aprile a livello internazionale per la diagnosi rapida del covid-19 in soli 20 minuti. Ebbene tale apparecchio è stato sospeso a metà maggio dopo che in Toscana erano emersi, appunto, molti casi di falsi positivi.[5]
  • Nel mese di marzo c’erano state in Italia parecchie persone con sintomi simil influenzali che avevano richiesto di essere sottoposte al test, ma si erano viste rigettare la richiesta nonostante le raccomandazioni dell’ISS, il quale a gennaio avvertiva: “Data la poca specificità dei sintomi comuni dell’infezione da coronavirus è possibile effettuare test di laboratorio su campioni respiratori e/o siero soprattutto in caso di malattia grave
  • Paradossalmente, a favore della campagna per effettuare più tamponi militano due opinioni mosse da aspirazioni contrastanti, ma che condividono un corretto punto di partenza: più tamponi si fanno, maggiore è il numero dei positivi.

Gli uni ne deducono: minore è la stima della letalità del covid-19, meno deve preoccuparsi l’individuo colpito. Gli altri invece sottolineano: più diffuso è il covid-19, più devono preoccuparsi le autorità sanitarie. Insomma chi si consola troppo facilmente sulla base del fatto che “la letalità è bassa”, non ha capito la logica della situazione e le conseguenze di politica sanitaria del “fare tamponi a tappeto”.

  • È la prima volta che si ammette che il criterio del doppio tampone negativo crea non solo problemi di gestione, ma risultati incoerenti e disagio tra le persone falsamente positive, che sono costrette all’isolamento per lunghi periodi senza avere alcun sintomo.

 

Il virus è stato isolato?

  • Il Drosten PCR Test[6] e il test dell’Institute Pasteur, i due test considerati i più affidabili, sebbene nessuno dei due lo sia stato convalidato esternamente, utilizzano entrambi un test del gene E, anche se il test di Drosten lo utilizza come test preliminare, mentre l’Institut Pasteur lo utilizza come test definitivo.

Secondo gli autori del Drosten test, il test E-gene è in grado di rilevare tutti i virus asiatici, essendo così al contempo molto aspecifico (tutti i ceppi viruali) e limitato ad un’area geografica (Asia). Ancora, il test Institut Pasteur, uno dei più adottati in Europa, utilizza il test E-Gene come test finale, anche se è ormai noto che i virus SARS-Cov2 che si ritiene circolino in Europa sarebbero diversi da quelli asiatici.

E poi ad aprile, l’OMS ha cambiato la procedura di diagnosi raccomandando che da quel momento in avanti un test avrebbe potuto essere considerato positivo anche se solo il dosaggio del gene E avrebbe fornito un risultato positivo. Questa modifica alla procedura ha aumentato drasticamente la probabilità di intercettare un qualsiasi ceppo asiatico, aumentando di fatto l’aspecificità del test, riducendone dunque l’affidabilità

 

  • Per capire questi problemi, basterebbe indicare come la gran parte dei tamponi in circolazione siano stati strutturati (ammesso che sia vero) sul virus sequenziato dai Cinesi a Wuhan. Tuttavia in Italia sia lo Spallanzani che il San Raffaele hanno fornito sequenziamenti genici diversi, ed entrambi, oltre a pseudo-isolare il virus con le stesse metodiche farlocche [7], hanno subito messo in chiaro che si trattava di virus modificati rispetto a quello isolato in Cina.[8]

 

Mutevolezza = irriconoscibilità

  • Uno dei problemi fondamentali è la continua mutazione del virus. Come scrive lo stesso Istituto Superiore di Sanità:

“…il virus infatti può mutare e nuove sequenze nucleotidiche depositate nelle banche dati possono rivelare se queste mutazioni possano a loro volta rendere un particolare test meno efficace o addirittura inefficace…È importante puntualizzare che per la diagnostica di questo virus emergente, con uno stato dell’arte in evoluzione, le reali prestazioni del dispositivo osservate possano differire rispetto a quelle determinate dallo studio iniziale delle prestazioni condotto dal fabbricante ai fini della marcatura CE, in uno stato dell’arte precedente.[9]

  • Come afferma lo stesso ISS, “…queste mutazioni possano a loro volta rendere un particolare test meno efficace o addirittura inefficace”,
  • Se al GISAID, dove si raccolgono le sequenze geniche del SARS-Cov 2, ci sono oltre 100.000 sequenze diverse, e aumentano costantemente, che valore ha un tampone messo a punto nel febbraio 2020 e utilizzato nel luglio 2020, quando il virus era certamente modificato?
  • e in uno studio organizzato da diversi centri medici italiani (Sacco, San Raffaele, etc.), quando hanno analizzato 59 campioni di liquido da pazienti Covid-19 da diversi centri del Centro e Nord Italia, hanno trovato una notevole mutazione, al punto da trovare una media di 6 sostituzioni nucleotidiche per ogni genoma virale, senza differenze significative tra mutazioni sinonime e non sinonime, delineando così una deriva genetica come importante fonte dell’evoluzione del virus.[10]
  • La costante mutazione del SARS-Cov2, tale da renderlo di fatto irriconoscibile, è stata confermata anche a livello internazionale: un articolo americano, che include anche Robert Gallo tra gli autori, ha riscontrato decine di mutazioni crescenti nel tempo in parallelo con la presunta diffusione del virus dall’Asia all’Europa agli USA.[11]
  • Un autore asiatico ha analizzato 85 diverse sequenze genomiche SARS-Cov2 disponibili presso GISAID, e ha trovato ben 53 diversi ceppi SARS-Cov2 provenienti da varie aree della Cina, dell’Asia, dell’Europa e degli Stati Uniti.[12]

 

Cicli (replicazioni) usati per trovarlo

  • Un altro grave problema dei tamponi, che utilizzano la metodica della RT-PCR, è che l’affidabilità di tale metodica dipende dal numero di cicli (replicazioni) che vengono usati per trovare il virus SARS-Cov2
  • Sopra i 35 cicli, l’affidabilità del tampone crolla, e al massimo, per salvare la baracca, si può sostenere che si tratta di presenza di virus talmente debole da non essere più infettivo.
  • E che i tamponi utilizzino normalmente sopra i 35 cicli di PCR è confermato da un campione di 6 dei 22 tamponi analizzati dalla Foundation for Innovative New Diagnostics , la più autorevole organizzazione di valutazione degli strumenti diagnostici, presa come riferimento dallo stesso Istituto Superiore di Sanità italiano.
  • Come si vede dalla tabella sottostante, i tamponi sono tutti sopra i 35 cicli; e si consideri che i numeri forniti sono medie, il che significa che nel 3-40% dei casi si sale anche sopra i 40 cicli.
  • Questo significa che nella maggioranza dei casi i tamponi danno o risultati fantasma, o se anche “beccano” il virus, lo trovano in uno stato talmente indebolito da non costituire più nessun pericolo.
  • Tutti i principali test-tamponi mancano di specificità, e sono affetti da un’elevata cross-reattività, ovvero producono un’enorme quantità di falsi positivi.
  • Nel documento Dispositivi diagnostici in vitro per COVID-19. Parte 2: evoluzione del mercato e informazioni per gli stakeholder[13] del 23 Maggio 2020, l’Istituto Superiore di Sanità fa una analisi approfondita dei dispositivi test-tampone in circolazione, sottolineando la tensione esistente tra sensibilità, la capacità di rilevare quanto più RNA virale possibile, e la specificità, ovvero la necessità che tale RNA virale si riferisca solo al virus che si sta cercando, in questo caso il SARS-Cov2.
  • Vengono considerati 3 modelli di tampone: quelli ad alta performance, a media performance, e a bassa performance. Al livello di prevalenza del 2%, questi sono i livelli di veri e falsi positivi dati dai tamponi:
Livello                                    Veri positivi       Falsi positivi

2% Alta performance             49.2%                         50.8%

2% Media performance         14.8%                         85.2%

2% Bassa performance           9.3%                          90.7%

Quindi, nella migliore delle ipotesi, i tamponi danno il 50% di falsi positivi, e nella peggiore delle ipotesi danno quasi il 91% di falsi positivi. Mediamente, possiamo dire che i tamponi danno l’85,2% di falsi positivi.

 

Ultimo e non minore problema: i rischi della somministrazione dei tamponi:

1 – Rischio di rottura del tampone e conseguente inalazione.
2 – Rischio di lesioni alla mucosa nasale, orale e faringea.
3 – Trauma psicologico per i bambini e l’allarme sociale causato alle famiglie
4 – Inadeguata formazione del personale che somministra i tamponi
5 – mancata informazione e relativo consenso informato sulla probabile fallacità e sui rischi legati alla loro somministrazione.

 

Conclusioni: il tampone Covid-19 il è completamente fallace:

  1. Il tampone ha caratteristiche che lo rendono poco affidabile e poco sicuro (non è un test diagnostico)
  2. Il virus muta da persona a persona e quindi non può esserci un test che lo riscontra su tutti
  3. Il virus non è mai stato isolato quindi non è rilevabile da nessun test diagnostico.
  4. Il tampone va a cercare un virus sempre precedente e sempre diverso rispetto a quello attualmente in circolazione.
  5. Gli asintomatici sono individui incapaci di infettare gli altri.
  6. Non esistono adeguate formazione e informazione sui tamponi

 

L’impegno richiesto da R2020.info:

  • Avviare tramite servizi di Epidemiologia regionali e l’organismo di Sorveglianza e controllo riconosciuto a livello nazionale presso lo Spallanzani, un’approfondita analisi relativa al reale indice di affidabilità dei tamponi in uso presso tutte le strutture sanitarie delle regioni.
  • Avviare una campagna di formazione del personale sanitario e di informazione pubblica sui rischi dei tamponi nasali e oro-faringei.

 

 


FONTI:

[1] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LSU/?uri=celex:31998L0079

[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32017R0746

[3] Devereux A., Frei R. 2020: “Scientists Have Utterly Failed to Prove that the Coronavirus Fulfills Koch’s Postulates”, 9 giugno, Engelbrecht T., Demeter K. 2020: “COVID19 PCR Tests are Scientifically Meaningless”, 27 giugno

https://off-guardian.org/2020/06/09/scientists-have-utterly-failed-to-prove-that-the-coronavirus-fulfills-kochs-postulates/

 

[4] https://www.menarini.com/Home/Menarini-News/News/News-details/ArticleId/2664/COVID-19-Menarini-Diagnostics-kit-for-diagnosis-in-20-minutes

[5] https://www.valdarno24.it/2020/05/15/falsi-positivi-la-asl-lo-strumento-della-menarini-non-ha-superato-le-prove-di-validazione-dovra-essere-aggiornato/

[6] https://cormandrostenreview.com/

[7] https://www.byoblu.com/2020/09/12/lo-studio-in-esclusiva-su-byoblu-virus-mai-isolato-una-dittatura-basata-su-tamponi-non-convalidati-stefano-scoglio-candidato-premio-nobel-per-la-medicina-nel-2018/

[8] Capobianchi M.R. et al., Molecular characterization of SARS-CoV-2 from the first case of COVID-19 in Italy, Clin Microbiol Infect, 2020 Jul;26(7):954-956
Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32229288/

 

[9] Gruppo di Lavoro ISS Test Diagnostici COVID-19, Dispositivi diagnostici in vitro per COVID-19. Parte 2: evoluzione del mercato e informazioni per gli stakeholder, Rapporto ISS COVID-19 n. 46/2020, 23 Maggio 2020, p. 8
Cfr. https://www.iss.it/rapporti-covid-19/-/asset_publisher/btw1J82wtYzH/content/id/5421422

 

[10] Lai A. et al., Molecular Tracing of SARS-CoV-2 in Italy in the First Three Months of the Epidemic, Viruses 2020, 12, 798; doi:10.3390/v12080798.
Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32722343/

 

[11] Pachetti M. et al., Emerging SARS-CoV-2 mutation hot spots include a!novel RNA-dependent RNA polymerase variant, J Transl Med (2020) 18:179
Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32321524/

 

[12] Phan Tung, Genetic diversity and evolution of SARS-CoV-2, Infection, Genetics and Evolution, 81 (2020), 104260
Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32092483/

[13] https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporti+ISS+COVID-19+46_2020.pdf/f7ecd139-1bae-7d11-22e7-094fbd41ec44?t=1592222248380


 

Articolo tratto integralmente dal sito r2020.info

Leggilo all’URL originale: https://r2020.info/2020/12/07/linformazione-scientifica-alla-base-dei-tamponi-covid/
Pubblicato su r2020.info il 7 Dicembre 2020 da David

Come e perché accendere un fuoco R2020.

Che cosa è un fuoco?

È un gruppo LOCALE (comunale, territoriale…) composto da cittadini, tecnici e politici che rappresenta una comunità territoriale, un piccolo paese, un municipio oppure un quartiere di una città

A cosa serve un fuoco R2020?

Attraverso la partecipazione attiva, il confronto, l’ascolto e la decisione basata sul consenso, il FUOCO organizza iniziative su tre diversi livelli: personale (cosa ogni singola persona puo’ fare da solo), sul piano collettivo/locale (cosa la persona puo’ fare insieme alla propria comunita’ per risolvere i problemi specifici della propria citta’) e a livello nazionale/internazionale (per le iniziative di maggiore rilievo che riguardano tutte le comunita’ locali).

 

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