“Mario Draghi vuol far fallire le piccole e medie imprese” (Francesco Amodeo)

(Corretto il 30/07/2022)

Il giornalista scrittore Francesco Amodeo presenta un report scritto dal gruppo delle 30 banche centrali nazionali che si sono riunite a porte chiuse nel dicembre 2020.

Il report del Gruppo dei 30

Il titolo del report è “Rilancio e Ristrutturazione del settore aziendale post-covid – Progettazione di interventi di politica pubblica”.
30 banchieri si sono riuniti per decidere in modo diretto le politiche pubbliche, al posto degli ordinari governi. Quando l’Italia è entrata nell’Unione Europea, ha dovuto firmare un accordo secondo cui i governi non potevano intromettersi o interferire con le banche centrali. Invece assistiamo alla situazione contraria, in cui non solo i banchieri centrali si intromettono nelle faccende nazionali, ma addirittura un membro del Gruppo dei 30 banchieri centrali è andato sedersi personalmente sulla poltrona del Presidente del Consiglio: Mario Draghi.

Cos’è il Gruppo dei 30 Banchieri Centrali? Da chi è formato?

È un gruppo di governatori di banche centrali e private e accademici (“Group of Thirty” o “G30”), in cui sono rappresentati tutti, inclusa la Cina, ma non la Russia. L’unico italiano presente è Mario Draghi. Tale gruppo è guardato con sospetto, poiché agisce in relativa oscurità rispetto al grande potere decisionale dei personaggi che lo compongono. Un di essi è Jacob A. Frenkel, Chairman della JPMorgan Chase International, ovvero la banca causa della crisi dei mutui subprime. La stessa banca che ha causato la recessione del 2008, facendo perdere posti di lavoro e casa a milioni di persone a causa della speculazioni sui mutui subprime. Questo stesso personaggio, che è uno dei banchieri più ricchi del mondo, ha dovuto rinunciare al secondo incarico di governatore della banca di Israele, essendo stato beccato a rubare una borsa in aeroporto!. Questa è la misura dei personaggi del Gruppo dei 30, che non solo suggeriscono le politiche degli stati nazionali, ma addirittura siedono in prima persona sulle poltrone politiche. A dispetto dello scandalo giustamente avvertito da Francesco Amodeo, questa è invece la norma, nel mondo del potere.

Mario Draghi è passato dal Gruppo dei 30 alla Presidenza del Consiglio Italiano

Mario Draghi si è letteralmente alzato dal tavolo del Gruppo dei 30 e si è seduto sulla poltrona di Presidente del Consiglio, 2 mesi dopo aver firmato personalmente il report in questione, visibile nel video più sopra. Si è fatto Presidente del Consiglio, grazie ad un accordo per far cadere il governo stretto con Matteo Renzi, per potere attuare egli stesso, in prima persona, il programma che sempre lui stesso ha firmato. C’è una sezione di questo documento del Gruppo dei 30, intitolata “Distruzione creativa delle piccole e medie imprese”, che non meritano di sopravvivere all’attuale crisi. C’è poco da commentare, più esplicito di così non si può.
Sempre in questo report gli spietati banchieri parlano di “aziende zombie”, ovvero le aziende che hanno deciso di far morire, inducendone il fallimento. Queste aziende sono la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane e non sono nate “zombie”, ma sono diventate tali per gli interventi che questi stessi personaggi hanno deciso per durante molti anni trascorsi. Ora hanno deciso che queste aziende, ovvero le piccole e medie imprese dovranno sparire.
Lo scopo della cancellazione dal mercato delle piccole e medie aziende è accentrare tutte le risorse produttive e le proprietà, nelle mani di pochissimi grandi oligopoli, che saranno indistinguibili dallo Stato. Ci sarà una fusione anche a livello esteriore e formale fra multinazionali e Stato, mentre attualmente è sostanziale e imperfetto.
Questo è il progetto Great Reset, che assomiglia ad un neocomunismo, condiviso anche dalla Fabian Society. Una cinesizzazione delle società occidentali dove lo Stato e le aziende sono una unica realtà, che sarà raggiunta tramite la demolizione controllata dell’economia occidentale.

Chi è Mario Draghi?

Draghi è cresciuto con i gesuiti, ed è membro di una Super Loggia mondiale massonica, una “Ur-Lodge”. Oltre ad appartenere, come detto sopra, al Gruppo dei 30 (di seguito i link), Draghi è un liquidatore di industrie nazionali, e l’inventore di quei malefici prodotti finanziari chiamati “derivati”, che hanno permesso speculazioni enormi e causato crisi finanziarie. Ha venduto derivati anche alla Grecia, che poi ha punito per essere in debito.
Come ho già scritto in un articolo sulla Fabian Society: Mario Draghi, in una intervista al Financial Times, ha definito sé stesso un socialista liberale, che è il filone italiano dell’associazione fabiana, fondato da Carlo Rosselli, un fabiano formatosi direttamente a Londra.
In un mio articolo sui fondi d’investimento BlackRock, Vanguard, State Street (e Wellington) ho mostrato che: «Mario Draghi è diventato dirigente di Goldman Sachs, come ricompensa per aver privatizzato le grandi imprese pubbliche italiane (IRI, Telecom, ecc.), quando era Ministro del Tesoro e presidente del comitato per le privatizzazioni (che doveva controllare la stessa Goldman Sachs, che lo ha subito assunto come dirigente, ovvero il controllato è controllore di sé stesso). Goldman Sachs appartiene al potere oscuro di BlackRock, Vanguard e State Street».
In quello stesso articolo ho citato Valerio Malvezzi, che «denunciava, su RadioRadio.it il conflitto d’interessi in cui l’Unione Europea, ha affidato la consulenza sulla conversione green a BlackRock. Ma BlackRock era lo stesso fondo americano incaricato della consulenza sugli stress test delle banche da parte della BCE quando presidente era guarda caso Mario Draghi
In una famosa intervista su RAI 1 del 2008, rispondendo al giornalista Luca Giurato, l’ex Pres. della Repubblica Francesco Cossiga bolla pesantemente Mario Draghi come un: “Vile affarista, il liquidatore dell’industria pubblica italiana. Mi pento di aver appoggiato la sua candidatura a Silvio Berlusconi. Se diventasse Presidente del Consiglio svenderebbe quello che rimane dell’Italia: Finmeccanica, l’ENI, l’ENEL ecc.”.
Fra gli altri, Antonio Di Siena, nel libro “Memorandum – una moderna tragedia greca”, LAntiDiplomatico edizioni, 2020, accusa Mario Draghi di aver volontariamente infierito sui cittadini greci, già colpiti da una pesante crisi, affermando (sintetizzo liberamente):

[…]nel marzo del 2015 la Grecia si poteva ancora parzialmente salvare, ma Mario Draghi, allora presidente della Banca centrale europea, decretò l’esclusione della Grecia dal programma di Quantitative Easing, perché Atene “ha già avuto molto”. Un provvedimento che, se adottato, avrebbe certamente evitato il disastro, come dimostrato dalle misure adottate a posteriori. Sotto la minaccia della cacciata dall’eurozona, le istituzioni europee ricattarono la Grecia, attuando altri tagli e macelleria sociale, in un contesto socioeconomico già devastato da cinque anni di riforme e austerità. Un vile ricatto esercitato con modalità da strozzinaggio simili a quelle utilizzate nel 2011 a danno dell’Italia. Perpetrato con l’unico scopo di salvare il sistema bancario (con buona pace dei cittadini) e lucidamente attuato con la complicità dell’attuale presidente della BCE Christine Lagarde, all’epoca a capo del Fondo monetario internazionale.[…]

(Il libro lo trovate qui)

Mario Draghi è stato:

● Ex Presidente BCE (Banca della Comunità Europea).
● Ex Governatore della Banca D’Italia.
● Ex manager della Goldman Sachs (che ha uomini nelle maggiori organizzazioni statali e non statali del mondo). Suo figlio Giacomo dal 2003 è trader della Morgan Stanley, in potenziale conflitto di interessi.
● Ex Direttore Generale del Ministero del Tesoro, occupandosi, con Romano Prodi, allora presidente dell’IRI, 1993, della svendita di numerose aziende di Stato.
● Presidente del comitato di governance per le privatizzazioni.
● Ex Direttore Esecutivo della Banca Mondiale a Washington.

Leggi anche:

● IL PIU’ CARO DIVORZIO DELLA STORIA: BANCA D’ITALIA E TESORO (1981)
● Blackrock, Vanguard, State Street e Wellington: potere mondiale

La migliore protesta contro finanza, politica e sanità, è ritirare soldi dal conto corrente

Per ogni euro ritirato, la banca perde in media 30€. È una protesta pacifica, poco impegnativa, ma potentissima. Basta ritirare anche piccole somme. Contanti da convertire in beni di rifugio, se superiori a 1000€. Chi è povero può comunque diffondere l’iniziativa.
Leggi l’annuncio e scarica la locandina della protesta.

Francesco Amodeo

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