Doshi: efficacia vaccini solo dal 19% al 29%. Insufficiente per autorizzazione

Moderna e Pfizer dichiaravano un’efficacia dei loro vaccini a mRNA del 94,5% e del 95% rispettivamente.
Peter Doshi, professore di ricerca sui servizi sanitari farmaceutici dell’Università del Maryland (USA)), specializzato in metodologie scientifiche, editore associato del British Medical Journal, e definito in tempi non sospetti dallo stesso New York Times come uno dei maggiori esperti del mondo, ha invece smascherato la verità.
Secondo la sua autorevole analisi delle evidenze e dei dati forniti dalle case farmaceutiche, effettuata da chi non ha legami con nessuna delle case farmaceutiche o con interessi a loro collegati, la vera efficacia dei vaccini suddetti varierebbe dal 19% al 29%. Tali percentuali non sono sufficienti ad ottenere l’autorizzazione degli enti regolatori, ovvero EMA (l’Agenzia Europea dei Medicinali) e la FDA (la Food and Drug Administration). Infatti la percentuale minima di efficacia deve essere tassativamente almeno del 50%. Invece hanno già concesso l’autorizzazione è in totale indifferanza.

Soggetti sbilanciati, doppio cieco e Comitato in conflitto di interessi

In particolare, Doshi ha denunciato, durante il test di Pfizer del vaccino, l’eccessivo sbilanciamento tra la quantità di soggetti che hanno ricevuto il vaccino, solo 311, e la quantità di quelli che hanno placebo, solo 60, come gruppo di controllo.
In secondo luogo il metodo usato da Pfizer per combattere la sintomatologia del gruppo positivo al covid, ha compromesso gravemente la componente del “doppio cieco”, poiché il gruppo dei positivi e quello di controllo ricevevano trattamenti enormemente differenti di medicinali. Quindi sia ricercatori che volontari potevano facilmente dedurre chi avesse assunto il placebo e chi no, danneggiando sostanzialmente l’imparzialità dei risultati.
Come se questo non fosse sufficiente, il “Comitato di valutazione della febbre e del dolore, della cecità e degli eventi primari”, nel test di Pfizer, includeva come componenti ben 3 dipendenti dell’azienda stessa! Un conflitto di interessi da non trascurare.
Articolo di Peter Doshi pubblicato sul British Medical Journal
Articolo di Peter Doshi pubblicato sul British Medical Journal

Pazienti con pregressi, mancanza di categorie sensibili, effetti a lungo termine sconosciuti

Il protocollo imponeva di escludere dal test dei vaccini Moderna e Pfizer pazienti con una storia di infezione pregresse, ma nessuna delle aziende ha rispettato la norma, nel 3% e nel 2,2% dei casi, rispettivamente.
Doshi ha evidenziato altri gravi aspetti della metodologia che impediscono la comprensione dei reali effetti dei vaccini, come l’assenza di una quantità sufficiente di anziani sottoposti a test, ma anche di soggetti immunodepressi e di bambini. Avrebbero dovuto essere questi fra soggetti cruciali della sperimentazione.
Infine, Doshi ha affermato che sono del tutto ignoti tutti gli effetti dei vaccini sul medio e lungo periodo.

I dati grezzi degli esperimenti sono assenti

Doshi ha anche denunciato la completa mancanza di dati grezzi degli studi sui vaccini. Incredibilmente, la Pfizer ha dichiarato che saranno disponbili solo a partire da 24 mesi dalla fine dei test, mentre Moderna addirittura dichiara che li rederà disponbili solo su esplicita richiesta. Come se la somministrazione di massa già in corso del vaccino, non obbligasse a chiarire il più rapidamente possibile tutte le informazioni sugli eventi avversi che potrebbe causare.
In definitiva, il prof. Peter Doshi ha calcolato un’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna variabile dal 19% al 29%.

Dati dei test dopo 2 anni e terapie geniche ignote

Secondo l’ipotesi più ottimistica, i dati delle aziende sugli studi dei due vaccini non saranno disponibili prima della fine del 2022. Intanto sia EMA e FDA hanno dato già il via libera alla inoculazione di massa di questi 2 vaccini, che non possono nemmeno definirsi tali, poiché tecnicamente non sono classificabili come vaccini, bensì come terapie geniche. Terapie geniche basate su mRNA, che non sono mai state sperimentate prima nella storia della scienza, ma che vengono testate direttamente sulla popolazione. Creando individui geneticamente modificati, modificati come, nessuno lo sa realmente. Nessuno sa effettivamente come le due aziende abbiano creato tali terapie geniche.

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