Coronavirus, approvato decreto vergona, Sara Cunial

La #Camera ha approvato, con 462 voti favorevoli e 2 contrari, il disegno di legge di conversione in legge del decreto recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
I due voti contrari sono il mio [Sara Cunial] e quello di Vittorio #Sgarbi che nel suo intervento di ieri ha spiegato benissimo a che presa in giro ci stiamo sottoponendo. Un’umiliazione per il nostro Paese e per l’intelligenza dei suoi cittadini. Così come contro ogni logica è stato anche il discorso del Deputato 5 Stelle #Trizzino che, dopo aver sciorinato i numeri falsi della pseudoepidemia, affermando con ragione che si è trattato di una colpevole esagerazione, ha dichiarato voto favorevole. Ha votato sì a una legge che, con il pretesto del #Coronavirus, dà il via libera anche nel nostro Paese alla militarizzazione di ampie aree, alla reclusione forzata di persone sane e alla soppressione dei diritti costituzionali.

Quando è accaduta una cosa simile nella storia?

Dobbiamo risalire al tempo del nazismo e dello stalinismo, quasi un secolo addiètro, per trovare esempi di controllo della popolazione tanto esteso e intenso come quelli che stanno avvenendo con la scusa del coronavirus. Un gigantesco panopticon militare e sanitario, che confina la popolazione costringendola a vivere rinchiusa e sottoposta a permanente vigilanza.
In questa lettura molto più che inquietante, l’epidemia diventa una enorme esercitazione, un laboratorio di ingegneria sociale, che comincia con la militarizzazione delle crisi, del territorio e della società.

Di quale disegno di legge parliamo?

È il disegno di legge C. 2402, di conversione in legge del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Lo trovate ai seguenti link:

“Il virus più letale è quello che ci riconduce a uno stadio primitivo, al male inteso come dimora della nostra cecità, quella che non è collegata agli occhi. “Con l’andare del tempo, grazie alle attività di convivenza e gli scambi genetici, abbiamo finito col ficcare la coscienza nel colore del sangue e nel sale delle lacrime, e, come se non bastasse, degli occhi abbiamo fatto una sorta di specchi rivolti all’interno. Con il risultato che, spesso, ci mostrano senza riserva ciò che stavamo cercando di negare con la bocca”. Come scriveva in Cecità, José #Saramago già nel 1995.

Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo. L’avvelenatore di pozzi lo era già, così come il violento, lo sciacallo, il razzista o il truffatore. Siamo ciechi, e la speranza è quella di prendere come lezione questa esperienza e, finalmente, aprire gli occhi. Altrimenti la cecità proseguirà anche quando i contagi finiranno e il delirio apocalittico cederà campo alla vita di tutti i giorni, ovvero un’infinita quarantena in cui non riusciamo a vedere oltre il nostro naso”. (ibidem)

Ecco alcune interessanti considerazioni di Raúl Zibechi, tradotte da Comune-info: comune-info.net/div>

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