Tutti si salveranno, pochi si salveranno

Abbiamo tutti la possibilità di salvarci? Ci sono alcuni che sono perduti in ogni caso?
Non rispondo a queste domande in maniera filosofica o dotta. I seguenti brani del Vangelo (che riportano ulteriori rimandi e paralleli) affermano che non tutti comprenderanno le parole di Cristo e del Vangelo. Tuttavia, vorrei far notare che dichiarano anche, allo stesso tempo, che a tutti è annunciato il Vangelo, allo stesso modo e pienamente. Nessuno riceve “più” Parola di Cristo, così come nessuno ne riceve “meno” o ha “minore” accesso alla Sua Parola salvifica. Quindi, con questa semplice considerazione, se qualcuno si perderà, sarà solo colpa sua.
Dio non vuole che qualcuno si perda. Dio non desidera il male di nessuno e non gode del dolore di nessuno. Tuttavia, Dio basa la sua azione sul rispetto pieno e totale della libertà di scelta di ogni creatura. Altrimenti la relazione si fonderebbe su una presa in giro e su una bugia.
Inoltre, un amore che si limitasse, concedendosi a qualcuno sì e a qualcun altro no, non sarebbe vero amore.
Tutti sappiamo che nell’Apocalisse giovannea è scritto che si salveranno solo in 144’000, e alcuni ne approfittano per giustificare l’idea della predestinazione, ma questo non inficia quanto sopra detto, il numero è considerato simbolico, e pochissimi possono affermare di conoscere a fondo i misteri di questo libro profetico.
Adesso, proviamo a leggere il Vangelo.

Parabola del “seminatore”

9 I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola. 10 Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, “affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano”
(CEI Lc 8:9-10. brano intero = Mt 13:1-23; Mc 4:1-25)

Bibbia, edizione “Nuova Riveduta”, Mt 13,9-17

9 «[…] Chi ha orecchi oda». 10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?» 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono. 14 E si adempie in loro la profezia d’Isaia che dice:

“Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;
guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile:
sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi,
per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi,
e di comprendere con il cuore
e di convertirsi, perché io li guarisca”.

16 Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono! 17 In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.

Le zizzanie e il buon seme (MT 13,24-30)

(v. anche: 36-43, 47-50; 1Co 3:9; 4:5)
24 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. 27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: “Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?” 28 Egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo”. I servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a coglierla?” 29 Ma egli rispose: “No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. 30 Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: ‘Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'”».
(MT 13,24-30)

36 Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: «Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo». 37 Egli rispose loro: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo; 38 il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; 39 il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli. 40 Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. 41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, 42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti. 43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda.
(Mt 13,36-43)

 
Ci sono anche altri passi biblici citabili, ma al momento non li ho sotto mano.

La profezia di Garabandal sull’apocalisse

San Sebastiano di Garabandal è un paesino che aveva circa 70 famiglie, a 90 km da Santader nella Spagna. Quattro bambine, Conchita, Maria Dolores, Giacinta e Maria Cruz, nel giugno 1961 ebbero la visione della Vergine del Carmelo. L’apparizione si ripeté il giorno 8 dicembre 1964 quando la Vergine “chiamò” Conchita in una locuzione interiore, per farle gli auguri per il suo onomastico. Avvennero anche apparizioni dell’Arcangelo Michele.

Considerazione finale aggiuntiva

Un relatore della Libreria Esoterica Cavour, Giorgio Rossi, racconta, parafrasando, in uno dei suoi video:
«Nella Bhagavad Gita, [famosissimo testo indù, contenuto del più grande testo epico del Mahabharata] si afferma che le razze umane siano circa 400, ma solo una quarantina sarebbero veri umani. I restanti non si sa cosa siano.»

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