40 anni di autodistruzione progressiva, economica e sociale

Il covid è una doppia fregatura, perché è anche una grandissima distrazione da problemi importanti e da attività politiche che avvengono in sordina, senza che quasi nessuno ne parli. I politici agiscono indisturbati, essendo il palcoscenico occupato interamente dalla questione pandemia. E cosa fanno mentre le masse li ignorano? Perfezionano altre fregature verso i cittadini italiani, portando avanti i progetti dei loro predecessori. Un esempio? Il covid ha permesso di accelerare bruscamente quel processo di riforma chiamato, con nome altrettanto truffaldino, “la buona scuola”.
Hanno sottratto la scuola pubblica ai bambini e agli adolescenti per due anni e si preparano a farlo per il terzo anno
.
Hanno poi smantellato la sanità pubblica. Infatti con i fondi del Recovery Plan, che l’Europa nemmeno possiede, visto che dovrà chiederli indebitandosi sui mercati internazionali (debiti che pagheranno gli italiani), si attuerà il “superamento della medicina del territorio”, rottamando il tradizionale medico di famiglia. Elimineranno il contatto sul territorio fra paziente e sanità.

Da un lato ci indebitano e dall’altro ci legano

Passo dopo passo minano il nostro benessere su più fronti, come si evince dalla diminuzione del 10% di PIL dell’anno scorso e del 7% previsto per l’anno corrente. Abbiamo perso 240 miliardi di euro di ricchezza, che avrebbero dovuto produrre i cittadini, e che saranno attinti nei 220 miliardi chiesti in prestito all’Europa. Ma in questo indebitamento di 220 miliardi verso l’Europa, già deleterio di per sé, c’è un’ulteriore aggravante. Infatti non saranno i cittadini a gestire questi soldi, come sarebbe avvenuto se li avessero prodotti loro. Questa somma sarà amministrata, invece, dai politici e dai partiti, che hanno già dato ampie prove di come gestiscono i fondi a loro affidati. In secondo luogo, questi partiti e politici non hanno neanche una legittimità, dato che questo governo non è stato eletto, esattamente come il precedente. Saranno quindi gestiti da chi non gode nemmeno della fiducia degli italiani.
Mario Draghi proviene da una lunga esperienza fra gli avvoltoi della Goldman Sachs, e dal consesso del “Gruppo dei 30”, i 30 banchieri delle principali banche nazionali. Ha trascorso la vita a svendere i beni italiani. Invece di avere un governo diretto per decenni da banche e finanza, con lui come primo ministro, le banche e la finanza ci amministrano direttamente, senza intermediari. Un banchiere decide il nostro futuro. Con piena e ovvia approvazione unanime, senza ombra di opposizione, da parte di tutti i partiti burattini. Incluso chi fingeva di combattere finanza e massoni, ovvero Movimento 5 Stelle, e che in realtà è stato creato da loro per incanalare il dissenso. Ridicolo che, anni prima, ai funerali del massone Casaleggio gli elettori inculati applaudendo gridassero “onestà! onestà!”.

Breve sintesi di 40 anni di smantellamento

La distruzione economica e sociale dell’Italia, come noto, è avanzata gradualmente. In buona sintesi, i progressi più recenti (ma ce ne sono stati altri in precedenza) sono la separazione fra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro nel 1980. Questo infausto divorzio ha donato il debito italiano ai mercati internazionali, che certamente non hanno a cuore i nostri interessi.
Negli anni ’90, sempre con Draghi cerimoniere, è iniziato il processo delle privatizzazioni. Altro raggiro dei cittadini, dove lo slogan “meno Stato” non corrispondeva affatto alla balla di “maggiore efficienza e libertà”, ma semplicemente alla cessione della nostra proprietà nelle avide mani delle multinazionali, o a subire la gestione di interessi privati e mercantilistici.
Dieci anni dopo, nel 2000, con l’introduzione dell’euro, da un lato abbiamo perso la flessibilità monetaria, e dall’altro abbiamo allegramente accolto la flessibilità sul lavoro: una vera tragedia! Il precariato istituzionalizzato e favorito direttamente dallo Stato. Nuova truffa dei diritti lavorativi basata su nuovo gioco di parole, “flessibilità”, che ha mandato in rovina una intera generazione e famiglie annesse. I partiti che dovevano salvaguardare gli interessi dei lavoratori e delle classi deboli, leggasi “la sinistra”, completamente assenti e inerti, anzi complici.
L’omicidio Biagi ha fornito ulteriori pretesti per sigillare definitivamente il principio della maligna flessibilità nel lavoro, trasformando chi osava dissentire dal distruttivo progetto, in profanatore della memoria di un martire. Martire sì, ma propugnatore di idee dissennate: due cose completamente distinte.
Non possiamo in nessun modo appoggiare il precariato, e non sarà mica un caso se il primo articolo costituzionale definisca l’Italia una repubblica fondata sul lavoro.
Come si fa a dubitare che la dignità e la libertà provengano soltanto dal lavoro? E infatti l’autonomia lavorativa e il diritto a lavorare subiscono continui attacchi.

Il Golpe che bypassò il voto popolare

Per concludere le tappe fondamentali, nel 2012, con un golpe istituzionale, il Parlamento ha approvato il pareggio di bilancio nella Costituzione. Una riforma che i cittadini non hanno mai votato e che incatena definitivamente l’amministrazione dello Stato alla logica economica e mercantilistica. Verso padroni non italiani o comunque portatori di interessi privati, invece che del benessere e agli interessi dei cittadini. L’Italia diventa un’azienda che deve rispondere di bilancio e di debiti.
Nel modificare la Costituzione tramite l’aggiunta del pareggio di bilancio, la maggioranza parlamentare, mera espressione di poteri superiori, fu così ampia e unanime, che il voto popolare è stato totalmente bypassato. Il popolo non ha mai contato granché. Questi stessi partiti sono al governo tutt’oggi, ma il loro colore partitico, in realtà, non ha alcuna rilevanza, essendo solo esecutori. La sola differenza rispetto ad allora è che in quel momento il Presidente del Consiglio era Mario Monti, mentre ora è Mario Draghi. Sia il primo “Mario” che il Mario attuale, come detto, non sono stati eletti, e da non eletti hanno stretto nelle loro mani il massimo potere dello Stato. Il curriculum di Mario Monti certamente non sfigura rispetto a quello di Draghi.
Il Draghi ora al governo, è lo stesso autore del processo di privatizzazione dello Stato di trent’anni prima.
Per inciso, se lo Stato diventa un’impresa, anche sotto questo aspetto secondario sparisce la democrazia, essendo per definizione, un’impresa, una organizzazione non democratica, ma una semplice proprietà amministrata da un proprietario.
Luca Teodori, Movimento 3V
Luca Teodori, Movimento 3V

Il colpo finale

A nove anni di distanza dal 2012, l’Italia riceve il colpo finale a quello che resta della democrazia e della libertà, attraverso la truffa dell’emergenza pandemica. Lo stato di emergenza è uno strumento che non a caso i padri costituenti non hanno assolutamente previsto nella Costituzione, poiché mezzo ideale per instaurare una dittatura, cosa accaduta sia in Italia che in altri paesi del mondo. L’unica forma di emergenza riconosciuta è di tipo locale, delegata ai singoli Comuni e alla Protezione Civile, ma solo per tempi ristrettissimi, dell’ordine di un paio di mesi. Secondo caso è poi quello della guerra. Ma nessuno di questi due casi riguarda minimamente la situazione attuale italiana, che per altro è iniziata dichiarando: “Durerà solo per 2 settimane, poi tornerà tutto come prima”. Invece è ancora in corso dopo un anno e mezzo, in totale violazione costituzionale.
Secondo le stesse dichiarazioni dei loro portavoce, siamo entrati in una “nuova normalità”, senza ritorno.

La lotta al contante e la via d’uscita

In teoria l’Italia sarebbe fin dal 1992 in “saldo attivo primario”, nel senso che i soldi versati dai cittadini sono superiori a quelli che lo Stato spende. Allora perché siamo in debito? A causa degli usurai internazionali e della mancanza di sovranità monetaria.
Anche la lotta al contante è un’altra balla raccontata ai cittadini. Il contante è, in realtà, nuovamente una garanzia di libertà e autonomia dalla finanza internazionale. Se una banca fallisse, terrebbe come sua proprietà tutti i nostri soldi, che potremo recuperare solo se saremo fortunati e in tempi lunghissimi. In pratica è come se i nostri soldi non ci appartenessero. Infatti le banche non vogliono che usiamo i contanti, ma vogliono che lasciamo tutti i nostri soldi depositati presso di loro, in modo che possano disporne a piacimento per fare quello che preferiscono.
In conclusione siamo pecore, bestiame, non avremmo dovuto permettere ai politici da fare tutto quello che hanno fatto. Milioni di cittadini rimasti completamente inerti e passivi a subire il trattamento della “rana bollita”, una lenta ma progressiva riduzione della democrazia, dei diritti, dell’autonomia e delle libertà.
Come uscirne? Quello che è sicuro è che le multinazionali non devono partecipare alle decisioni dello Stato e dobbiamo recuperare la sovranità monetaria.

Precisazioni finali

Quanto sopra è liberamente ispirato al discorso di Luca Teodori del Movimento 3V alla manifestazione romana del 31 luglio 2021 contro la dittatura sanitaria. Con questo partito e con tale suo esponente non ho alcun rapporto, non l’appoggio né l’osteggio, né chiedo a voi di sottoscriverlo o di supportarlo. Penso solo che abbia riassunto dei punti generali valutabili indipendentemente dalla sua appartenenza politica, e dal suo essere un politico.
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